Parkinson e Alimentazione

Nella malattia di Parkinson, l’importanza della dieta, non intesa come sacrificio o privazione, ma come un regime alimentare atto a mantenere un soddisfacente stato di salute, è ormai nota a tutti.

In presenza di malattie croniche neuro-degenerative un programma dietetico diventa condizione fondamentale per il benessere dell’individuo.

La dieta del malato di Parkinson deve tener conto dei seguenti aspetti:

  • mantenimento del peso ideale;
  • integrità delle membrane dei neuroni;
  • funzionalità intestinale;
  • assorbimento ottimale del farmaco levodopa;

Mantenimento del peso ideale:

Il sottopeso e  il sovrappeso sono due problemi opposti ma limitanti in egual misura la vita del malato di Parkinson.

Risulta importante mantenere un peso corporeo adeguato seguendo una dieta bilanciata suddivisa in 5 pasti di cui 2 spuntini e 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena)

A Colazione sono consigliate discrete quantità di:

  • proteine derivanti dal latti vegetali e/o frutta secca (mandorle, noci, nocciole)
  • i cereali integrali derivanti da farine integrali (frumento, farro, kamut, segale )
  • farine senza glutine come grano saraceno, miglio o quinoa.

A Pranzo si possono consumare buone quantità di :

  • carboidrati da pasta integrale alternata a pasta di farro o kamut o grano saraceno,
  • cereali come riso integrale o miglio o quinoa o amaranto,
  • legumi + verdure di vario colore.

A Cena proteine in minor quantità di

  • carne
  • pesce
  • formaggi preferibilmente di pecora o capra,
  • uova
  • verdure e pochi cereali integrali.

Integrità delle membrane dei neuroni

 

Un aumento del consumo di acidi grassi saturi provenienti da carni soprattutto rosse, formaggi, burro può avere effetti negativi sulle funzioni cognitive. Dall’ altro lato l’assunzione di un elevato apporto di acidi grassi polinsaturi (PUFA) e di acidi grassi monoinsaturi (MUFA) provenienti dal consumo di frutta secca e semi oleosi, pesce azzurro, olio extravergine di oliva e di lino, ha un effetto protettivo.

Parkinson e Alimentazione

Funzionalità intestinale.

Il 75% delle persone con Morbo di Parkinson hanno anomalie gastrointestinali, soprattutto stipsi.

Si sa già da tempo che sovente la stitichezza è legata a disbiosi ovvero ad un disequilibrio tra batteri buoni e batteri patogeni residenti nell’intestino ma la cosa interessante è  che un recente studio ha rivelato che esiste una stretta correlazione tra batteri presenti nell’intestino e Morbo di Parkinson.

In particolare pazienti con flora intestinale in equilibrio soffrono di minori problemi motori legati alla malattia rispetto a quelli il cui intestino presenta flora patogena.

Per mantenere un buono stato della flora intestinale risulta importante consumare i giusti cibi in particolare fibre derivanti dalla frutta, verdura, legumi e da cereali integrali.

Inoltre, evitare un eccessivo consumo di latte e derivati, che favoriscono la formazione di flora fermentativa, sostituendoli con  latti vegetali di soia o avena o mandorla o cocco.

Evitare l’eccessivo consumo di zucchero bianco e limitarlo solo a piccole quantità giornaliere.

Assorbimento ottimale del farmaco levodopa

Le quantità giornaliere di proteine da assumere varia a seconda del soggetto (sottopeso o sovrappeso) mentre  la scelta del pasto in cui consumarle è influenzata dal assunzione della levodopa.

E’ consigliato assumere il farmaco lontano dall’assunzione delle proteine per migliorarne l’assorbimento e quindi l’efficacia.

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